Calcata: citta medievale e ritrovo di artisti a due passi da Roma

Calcata è un piccolo borgo medievale nel parco regionale della Valle del Treja, in provincia di Viterbo e ad appena quaranta chilometri da Roma. Un piccolo gioiello dalle fattezze medievali in equilibrio su di una montagna di tufo che domina il verde della valle sottostante.

Vicolo Caratteristico. Foto di S.Cerioni

Stupisce ancora entrare nella porta antica, percorrere la piccola salita che porta alla piazza e alla chiesa che fino a pochi anni fa custodiva il “Prepuzio di Gesù” e dai primi negozietti nella roccia ritrovarsi al centro del borgo, centro del mondo, di quel mondo antico, rurale, a misura d’uomo che non vuole stupire, ma che inevitabilmente stupisce con la sua antica semplicità. Destinato all’abbandono perché considerato a rischio, negli anni ’60 ricevette nuova linfa da decine di pittori, scultori, fotografi e artisti che lo ripopolarono segnando una rinascita che ancora oggi, ottenuta l’abitabilità nel 1993, non sembra arrestarsi.

Calcata è un ricordo del passato custodito con la pazienza di un tempo. Piccoli vicoli che sembrano disegnare un labirinto tra le case del centro, terrazze a strapiombo sulla roccia e dal panorama mozzafiato ma, sopratutto, semplici case dall’architettura antica, con i tetti uguali ed i pavimenti sorretti dal legno. Fino a qui apparentemente non diverso dai molti piccoli borghi laziali. Ma Calcata sorprende per il tentativo riuscito di unire antico e nuovo, sacro e profano. Oltre al “prepuzio di Gesù”, quotidianamente potete incontrare, musicisti, artisti, vecchi che ingannano il tempo, piccole bottege dagli odori confusi o vecchi panifici dal profumo certo.

Il paese arroccato, foto di S.Cerioni

Un paese due vite parallele. Se volete regalarvi un piccolo momento di solitudine o di compagnia solitaria, vi consigliamo di provarli tutti e due: dal lunedi al venerdi, quando il ritorno al passato è scandito dal silenzio nei viottoli e dal vento e quando le folle scompaiono e la cittadella ritorna agli equilibri di un tempo, ed il fine settimana, momento in cui si aprono piccole botteghe nascoste, giungono curiosi, artisti, ristoratori e turisti. Entrambe da provare.

La nostra scelta per dormire è Calcata Diffusa, dove trovare camere e case a partire da 20 euro e dove poter dormire 5 notti a soli 90 euro (chiedete la suggestiva casa 2). In alternativa c’è Calcatamagica dove potrete soggiornare tra l’altro nella Grotta della Strega Nilde o nella Stanza della Fata Nimir (dove è stato girato il film La congrega delle sei lune) o, perche no, nel rifugio di Trilly Campanellino. Per un veloce momento di relax vi consigliamo di gustarvi uno del 101 tipi di tè nell’omonimo bar subito dopo la piazza sulla sinistra (vicolo sotto una casa): fatevi sorprendere dalla terrazza a picco sul verde sottostante.

Curiosità. Qui è stata girata la scena di Amici miei del 1975 della distruzione del paese e nella stessa piazza anche alcune scende del film La mazzetta con Nino Manfredi e Tognazzi. Ricordatevi di visitare le varie botteghe di artisti disseminate lungo tutto il paese, da non perdere quella di Simona Weller ed il Granarone.

Finestra su Calcata (dalla casa 2)

Nei dintorni il territorio ha molto da offrire. Ci sono le cascate di Monte gelato, dove il fiume Treya viene interrotto da piccole e suggestive cascate raggiungibili comodamente a piedi dal vicino parcheggio. Da non perdere Opera bosco Museo di Arte nella Natura, un laboratorio sperimentare all’aperto dove l’arte contemporanea incontra il verde ed il bosco che l’accolgono: un percorso di opere realizzate con materiali grezzi della foresta circostante. Inoltre per gli aspiranti registi, attori, fonici o operatori da non perdere Weekend con il mistero dove verranno girati alcuni corti dai quali potranno essere scelti attori esordienti per le successive produzioni: appuntamento 8 e 9 ottobre.

Ma ricordate, non occorrono ricorrenze, feste o sagre del mese. Calcata è un momento di svago a due passi da Roma da provare ogni volta che il desiderio di evadere supera la perenne prigrizia del solito cocktail al solito posticino.

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