A spasso nel mistero: le guide di Roma e Venezia di Alberto Tofo Fei

Ci sono vie che non notiamo, statue con posizioni ambivalenti delle quali conosciamo solo il nome, scritte scolpite sul marmo che abbiamo visto milioni di volte ma delle quali non ci siamo mai chiesti “perché?”.

Sant’Andrea della Valle, Roma

Come per esempio quella strana posizione dell’angelo sulla facciata di Sant’Andrea della Valle a Roma, che poggia l’ala sul muro della chiesa come un ubriaco che sorregge il lampione: lo sapevate che fu messo lì da Carlo Rainaldi nel 600 come polemica verso i predecessori che si occuparono della costruzione della chiesa? O come le teste scolpite sul ponte che conduce all’Isola Tiberina, sempre a Roma: appartengono ai quattro architetti ai quali Sisto V aveva commissionato il ponte, ma che fece decapitare per troppi litigi e pettegolezzi. Salvo poi immortalare le loro facce proprio sul ponte, chissà per quale motivo.

Questo e molto altro nel libro di Alberto Tofo Fei, I misteri di Roma. Una nuova guida che può essere utilizzata sia dai turisti che dagli stessi romani che grazie allo scrittore scopriranno l’impensabile della città eterna.

Madonna dell’Orto, Venezia

Tofo Fei firma il libro, dopo aver scritto I misteri di Venezia, inaugurando così una collana dedicata alle storie segrete delle città italiane. I testi si presentano come delle vere e proprie guide turistiche, piene di itinerari, mappe, foto, disegni e codici QR, con i quali, grazie ad uno smartphone, si potranno vedere video narrativi, raccontati dallo stesso autore, sulla storia di personaggi, chiese, strade e statue.

Ma le sorprese non finiscono qui. Perché viaggiare non vuol dire solo girovagare per la città, scattare qualche foto ai monumenti più importanti e tornare in albergo. Viaggiare vuol dire anche immergersi nella storia, nella tradizione, nella cultura del paese d’arrivo. Così i libri accompagnano i lettori attraverso curiosità legate alla storia del nostro paese: come l’invenzione dei roidi da ogli, antenati degli odierni occhiali da vista, che sarebbe proprio veneziana, come da Venezia proviene il nostro saluto più comune, “ciao”, dall’espressione s’ciavo vostro (schiavo vostro), oppure il detto “mangiare a ufo” che risale addirittura al rifacimento della Basilica di San Pietro, quando le casse con i materiali furono contrassegnate dalle lettere A.U.F.

Un nuovo modo di vedere le nostre magnifiche città, quello inaugurato da Alberto Tofo Fei, un nuovo viaggio nei lati più oscuri di quelle zone che credevamo di conoscere a fondo.

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