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Le città più smart d’Italia

Si è passati dall’industrializzazione all’esodo inverso, quando la vivibilità, specie nelle grandi città, ha suggerito di trascorrere la propria vita in città a misura d’uomo: piccoli borghi o agglomerati urbani dove allontanarsi dal caos della metropoli. Ma ora le città hanno metabolizzato e recipito le esigenze dei suoi cittadini e compreso che il cambiamento verso un concetto di qualità della vita “allargato” fosse la giusta via da intraprendere. Sono nate le città intelligenti.

Cosa sono le città intelligenti?

Dall’inglese Smart City, una città è “intelligente”, quando alle scelte di pianificazione urbanistica, architettonica e ai servizi pubblici di base, si uniscono scelte legate ad un miglior utilizzo delle tecnologie, della mobilità e dell’ambiente, con il fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle imprese. Dal porto green di Genova, alle isole digitali di Milano e ai suoi nuovi servizi di bike e car sharing, fino ai cortili ecologici di Padova, scopriamo insieme le migliori città smart d’Italia.

Le città più smart d’Italia

Si aggiudica la medaglia d’oro, come città più smart d’Italia, Milano, che precede Bologna e Firenze. Questo il risultato del rapporto di ICity Rate 2014, il rapporto annuale di ICity Lab, presentato a Smart City Exhibition, la manifestazione europea sulle tematiche dell’innovazione e delle comunità intelligenti. Illuminazione a Led, più duratura e con migliore risparmio energetico, con le isole digitali, le postazioni distribuite nella città corredate di spazi wi-fi, insieme alla possibilità di noleggiare, con semplicità e velocità, quadricicli elettrici, biciclette e automobili, hanno consentito a Milano di raggiungere il podio più alto.

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Dal car sharing al coworking di Milano

Viviamo a Milano per lavoro e nel tempo, come un oggetto che si ha tra le mani, abbiamo iniziato a familiarizzare con questa città. Giorno dopo giorno, le grandi differenze con la capitale, nostra città di origine, non hanno trasformato Milano in una città estranea, ma nella metropoli dei servizi, intelligente, che ci ha offerto una quotidianità spesso più vivibile. Come un oggetto che si ha tra le mani, all’inizio ci si gioca scoprendo le piccole crepe, le gradazioni del colore e la forma non familiari. Poi, con il tempo, si inizia a fare propri la forma, il colore e l’oggetto una volta estraneo diventa parte della nostra vita, quasi indispensabile. Così è stato con Milano, all’inizio estranea e diversa, ma diventata nel tempo un luogo accogliente dove vivere la quotidianità in modo diverso, intelligente per l’appunto, grazie alla qualità dei servizi offerti. 

Sto parlando del car sharing funzionante, dall’Enjoy di Eni al Car2Go, fino ai “vecchi” servizi messi a disposizione da Atm, come GuidaMi. Sto parlando del bikesharing che funziona, con le biciclette che non vengono abbandonate a se stesse nelle piazzole, come in altre città dove, in poco tempo e dopo i proclami di eco-sostenibilità, diventano la desolazione di qualcosa che non ha funzionato o che non è stato compreso come avrebbe dovuto.

Ma attenzione, se Milano può lodarsi per il suo primato 2014, se si alza di poco lo sguardo poco oltre le Alpi, ci si accorge che siamo ancora lontani dalle principali città europee, Londra e Parigi in primis. Insomma, va bene il car sharing, vanno bene gli spazi di coworking e gli incubatori di start-up, ma la strada verso l’eccellenza nell’innovazione urbana è ancora lontana. Ma un po’ come l’affitto di una bici da Porta Romana o dalla Stazione Centrale fino a Gambara, ogni cammino inizia con un piccolo passo o, come in questo caso, con una energica pedalata.

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