Mangia, prega, ama. Quando il viaggio è fuori e dentro di noi

“Qui hai una rete di sostegno, hai tanti amici e parenti che ti amano! Ah si?!? E tu lo senti il mio amore per te? Il mio sostegno per te? No! Non c’è niente! Non ho funzioni vitali! Ho deciso: vado in Italia. In Italia? Perchè? Che cosa hai mangiato oggi? Non lo so. Un’insalata? Si, esatto. Io ho sempre avuto voglia di mangiare, voglia di vivere e adesso è sparita quella voglia. Desidero andare in un posto dove meravigliarmi ancora di qualcosa. Linguine, Leonardo, limoncello, qualcosa…”

“Aaah, stai parlando come un’adolescente.”

“No mi ci comporto da adolescente. Dall’ età di 15 anni o stavo con un ragazzo o mi piantavo con un ragazzo. Non mi sono mai concessa due settimane per riprendere fiato e guardare finalmente dentro me stessa…

(Testo tratto da Mangia, prega, ama di Elizabeth Gilbert)

La copertina del libro

Sfido chiunque abbia letto il libro o visto il film (io ho fatto entrambe le cose) a non aver provato un magone e una strana voglia di partire subito dopo. Forse il testo non ha tutte le caratteristiche per essere classificato come “libro di viaggio”, ma certamente presenta delle parti interessanti: prima fra tutte la possibilità offerta dalla protagonista di guardare posti come l’Italia, l’India, Bali, ma anche gli stessi Stati Uniti con occhi diversi.. i suoi, quelli di una donna che d’improvviso molla tutto per ricercare la sua “bilancia interiore”.

Il viaggio di Elizabeth Gilbert, autrice di Eat, pray, love, interpretata nel film dall’affascinante Julia Roberts, inizia dopo la separazione dal marito e una relazione d’amore finita ancora peggio, quando si ritrova sul pavimento del bagno a piangere. Bella, ricca, con un sacco di amici, una carriera tutta in ascesa, la possibilità di avere altri uomini, ma estremamente infelice, semplicemente perchè non ha mai avuto la possibilità di capire e scoprire se stessa.

Divertente nel film la scena di Julia a Napoli, mentre assapora il gusto della pizza

Così parte, contro tutto e tutti (cosa ha da perdere?). E le tre tappe del suo percorso la porteranno proprio nella direzione desiderata: in Italia scopre il cibo e mangia, in India intraprende un cammino spirituale e prega, a Bali finalmente ama.

Elizabeth Gilbert incarna le caratteristiche della donna contemporanea, è coraggiosa, con tanti soldi (altrimenti non avrebbe di certo potuto permettersi un anno sabbatico) ma anche con tanta fortuna, perchè non tutti forse sarebbero riusciti nel suo intento.

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Negli Stati Uniti Eat, pray, love è stato il caso editoriale degli ultimi anni, tanto da essere incoronato bestseller dal New York Times per 155 settimane consecutive. Anche in Italia è diventato un culto, tanto che ne è stato poi tratto il film omonimo.

Spiaggia di Bali

 

Per chi non lo ha ancora letto, lo consiglio vivamente. Ma ricordatevi: come sempre leggete prima il libro e poi guardate il film, mai l’incontrario! Permettete alla vostra fantasia di creare i personaggi senza averli visti su pellicola, altrimenti sarete contaminati e la lettura apparirà più noiosa.

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