La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana. Viva, Viva la Befana!


Celebre il rito che si consuma a piazza Navona la notte dell’Epifania, dove un pupazzo viene dato alle fiamme. Anticamente il gesto di dar fuoco alla Befana era utilizzato per esorcizzare tutto il male e per sperare nell’abbondanza dei raccolti successivi. Usanza che oggi si ritrova non solo a Roma ma anche nei piccoli centri della Toscana, dell’Emilia Romagna e del Ticino. In Veneto e nel Friuli si lasciano cadere lungo i monti delle ruote incendiate: anticamente le ruote rappresentavano la corsa del sole nel cielo.

Cortei e sfilate di Re Magi in Spagna, dove la notte del 6 gennaio i bambini sono tutti in attesa dei doni portati dai tre uomini durante la notte. Nessuna festa per la Germania: durante questa giornata è tutto regolare, la gente lavora e i bambini vanno a scuola, loro le feste le hanno concluse già da una settimana. Tutto il contrario per la Russia: qui la chiesa ortodossa festeggia il Natale e Padre Gelo e Babuschka portano doni. In Ungheria i bambini vanno girovagando di casa in casa proponendo racconti in cambio di spiccioli. I francesi nascondono una fava all’interno del loro dolce speciale, la galette des rois: chi la trova sarà il re o la regina del giorno!





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