Pagaiare circondati dalla natura, muoversi lungo i corsi d’acqua ammirando
NORD. La capitale del rafting italiano è la Val Sesia in Piemonte: natura selvaggia, torrenti impetuosi, il Monte Rosa che regala pendenze e ghiacciai che d’estate ingrossano i letti dei corsi d’acqua. Per chi ama stare sulla terra ferma, itinerari trekking o visita in funicolare del Sacro Monte di Varallo, patrimonio dell’Unesco.
In Valle d’Aosta la Dora Baltea, corso d’acqua che nasce dal Monte Bianco, è il fiume per gli amanti delle emozioni forti. Fate rotta sul comune di Prè Saint Didier, alla confluenza della
La Lombardia ha l’Adda come fiume simbolo, che all’altezza di Boffetto permette persino di fare lo slalon. L’alternativa è il Parco del Ticino.

Vera chicca del Veneto è l’Adige di Verona. Come tutte le città è attraversata da acque tranquille ma proprio per questo si organizzano sessioni di rafting aperte a tutti sotto i vari ponti, da dove potrete godere una fantastica vista tra fortificazioni, chiese, case antiche e monumenti. Guardate il sito adigerafting.it
Due sono i luoghi dove pagaiare in Emilia: il primo è la Camugnano che sfrutta il torrente Limentra; il secondo è a Grizzana Moranti. Andate su freeriver.it
CENTRO. L’Umbria e il suo fiume Nera. Ai piedi della cascata delle Marmore, a Papigno, per oltre 3km il fiume presenta rapide di quarto grado i
SUD. A sud della Campania, proprio a confine con Basilicata e Calabria si pratica il rafting a impatto ambientale zero: si scende alle gole di Laurino, Magliano e Felitto e nel tratto da Felitto a Postiglione. Per tutte le informazioni e altre discese tpescursioni.it. Lontre, fiume e parco vi aspettano a Lao nel Parco Nazionale del Pollino in Calabria. Mentre in Sicilia si fa pratica a San Gregorio di Catania nel parco regionale dell’Etna, una vista davvero mozzafiato. Per quest’ultima regione consultate acquaterra.it





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