Se la cabina telefonica si trasforma: tra creazione artistica e nuova riutilizzazione

Da quanto tempo non chiamate qualcuno dalla cabina telefonica? E anche se ne avreste bisogno uno di questi giorni, siete proprio sicuri di trovarne una nelle vicinanze? In effetti è da due anni che l’Agcom ha deciso per lo smantellamento progressivo delle cabine in tutto il nostro paese, e proprio per il 2012 è prevista la demolizione di altre 30mila strutture.

Le phone box non abbandonano solo l’Italia ma anche il resto del mondo, sostituite dai loro eredi portatili, i cellulari. Ma in alcuni paesi si è deciso di trasformare le cabine in vere e proprie opere creative, tanto da diventare le protagoniste di alcune strade importanti, come in Brasile dove le orelhoes di San Paolo si sono trasformate in colorate, gigantesche e meno banali cabine telefoniche, grazie all’opera di veri street artists. Se questa non è arte!

Ho selezionato per te alcune offerte su Booking :) Booking.com

In altri stati si è scelta la via di oltrepassare il principale impiego delle cabine e di utilizzarle per altri scopi. In Gran Bretagna si è scelta la via intellettuale e la classica red box inglese a Westbury si è trasformata in una minuscola biblioteca per il bookcrossing, dove si può prendere un libro e lasciarne uno da leggere per il prossimo. A Lione in Francia ecco la Phone booth aquarium, dove la cabina è divenuta un acquario illuminato.

Strategico l’impiego che si è fatto delle cabine nelle isole Vergini: sul molo di Leverick Bay sono diventate delle docce per rinfrescare i passanti.  Mentre a Vancouver si pensa al prossimo e la struttura è stata trasformata in un alloggio per i senza tetto, con tanto di mensola, poltroncina che diventa letto e lavandino.

Ho selezionato per te alcune offerte su Booking :) Booking.com

1 comment

  1. Le cabine ormai sono un ricordo legato al passato… i primi scherzi telefonici.. le prime telefonate d’amore… i gettono validi anche come alternativa alla 200 lire… beh.. almeno qualcosa è stato salvato 🙂
    Bell’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *