Val di Zoldo: vacanza lowcost nella natura delle dolomiti bellunesi

La val di Zoldo è una delle tante valli che si insinua fra le aguzze vette delle Dolomiti bellunesi, in Veneto. A nord la valle inizia dalla Forcella Staulanza, una vera passeggiata se la si raggiunge in automobile ma se si ha intenzione di affrontarla in bicicletta, nonostante non sia una delle salite più dure dell’arco alpino, farà comunque sudare sette camice. Delimitata dal gruppo del Civetta e da quello del Pelmo, la Val di Zoldo è il posto giusto per chi vuole praticare un po’ di sano sport in un ambiente a dir poco idilliaco.

Qualche chilometro più in basso della forcella Staulanza, a ridosso dei boschi del monte Pelmo, si trova il campeggio Palafavera. Piazzole spaziose, pace e tranquillità, il campeggio Palafavera è la sistemazione ideale per chi ama vivere nella natura ed è un ottimo punto di partenza per esplorare la zona. Il costo per piantare una tenda a due posti è irrisorio rispetto alle solite sistemazioni ed il primo tramonto sulle rocce dolomitiche del Pelmo vi convinceranno di aver fatto la scelta giusta fermandovi qui.

Lasciando presto la vostra tenda, quando ancora il sole è timidamente nascosto dietro le montagne, calzate gli scarponcini ed una maglia pesante ed iniziate a risalire il sentiero che taglia le piste da sci ora nude ed inutilizzate. I pascoli più in alto sono punteggiati da bovini troppo distratti dal banchetto per accorgersi dalla vostra presenza. Con un po’ di fatica risalite il crinale della montagna in direzione del rifugio Coldai e, una volta giunti alla baita, avrete una bella sorpresa. Il massiccio del Pelmo, anche chiamato el caregon di Dio per la sua forma caratteristica, svetta davanti a voi e smebra così vicino da poterlo toccare con un dito.

Ancora pochi passi, ancora pochi minuti e giungerete al lago di Coldai, uno di quei piccoli specci alpini che si sperano sempre di incontrare durante un’escursione. Qualche coraggioso escursionista per rinfrescarsi osa tuffarsi nelle sue acque gelide… ma fidatevi, sono in pochi ad essere così temerari.

Se preferite sfrecciare in mountain bike piuttosto che camminare lungo i sentieri escursionistici, la Val di Zoldo non smetirà la sua fama nemmeno questa volta. Scendete fino a Pecol e, una volta entrati in paese, raggiungete il campeggio. Subito dietro una ripida mulattiera si inerpica verso i selvaggi sentieri del Monte Civetta. Se raggiungerete la malga per pranzo, potrete gustare le specialità di montagna come polenta e funghi.

In Val di Zoldo, camminando per i suggestivi borghi, può capitare anche di trovarsi di fronte ad un’antica chiesa risalente al X secolo. La chiesetta di San Floriano si trova a Pieve di Zoldo e vale davvero la pena farle visita: l’altare, detto delle anime, è di Andrea Brustolon e passeggerete fra dettagli inquietanti e sacri. Se volete scoprire il passato di questa valle, potete fare un salto al museo del chiodo e del ferro. Nelle esperienze dei più anziani o nei ricordi dei più giovani c’è ancora quell’odore di carbone nell’aria ed il rumore dei magli e dei martelli perchè “Negùn fèa ben ciòdi come in Zoldo”.

La Val di Zoldo termina con il lago artificiale di Pontesei legato ad un triste episodio che anticipò la tragedia del Vajont. L’invaso ben più ampio di come appare oggi fu parzialmente riempito da una frana che provocò un’onda che travolse ed uccise un operaio del tempo.
Cultura, storia e natura: la val di Zoldo è una sorpresa inaspettata fra le dolomiti bellunesi, patrimonio dell’umanità dal 2009 ed è l’ideale per gli amanti dei viaggi lowcost in montagna.

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