Sotto la regia di Ben Stiller, questo film ha letteralmente spopolato al cinema. Ma I sogni segreti di Walter Mitty non sono solo un film: Ben Stiller infatti ha tratto la sua musa da uno dei racconti di James Thurber e ci ha costruito su un personaggio in cui tutti i più incalliti sognatori possono ritrovarsi.
Sognare a volte infatti può essere pericoloso: il sogno può rischiare di confondersi con la vita vera e di far cadere le poche certezze che uno ha nel dimenticatoio, sovrastate dall’irrealtà del sogno stesso. Ma esiste anche chi dal sogno si sveglia e rimboccandosi le maniche prende in mano il destino e inizia a vivere.
E’ il caso di Walter Mitty, un comune impiegato della rivista Life che senza mai uscire dall’archivio di negativi dove lavora, compie dei viaggi mentali (quasi) impossibili.
Walter Mitty lascia a casa i suoi sogni e inizia a viaggiare
Mitty si perde spesso nei suoi pensieri (a voi non capita mai di imbambolarvi nel bel mezzo della strada e di immaginarvi in un altro mondo?): la mattina è un supereroe, la sera uno scalatore che dichiara il suo amore a quella collega che nella realtà non riesce nemmeno a invitare fuori a cena. Fino a quando una mattina, Walter Mitty scopre che la rivista è stata venduta ed è in corso una ristrutturazione aziendale: il nuovo gruppo subentrato in Life ha bisogno di un negativo, il n.25 per la prossima copertina.
Ma Mitty non riesce a trovare quell’unico negativo, inviatogli tra l’altro personalmente dal celebre fotografo Sean O’Connell. Con il timore di essere licenziato cerca di contattare in tutti i modi il fotografo ma O’Connell sembra introvabile: inizia così la ricerca di Walter Mitty che lo porta prima in Groenlandia e poi in Islanda a bordo di uno skateboard (questo viaggio fa parte de la mia lista #traveldreams2014).
Ma l’avventura non finisce qui: dopo aver perso per un attimo le speranze ed essere rientrato nuovamente negli Stati Uniti, trova abbastanza indizi per ripartire alla ricerca del fotografo, questa volta nel nord dell’Afghanistan e poi sull’Himalaia. Ed è proprio qui che Mitty troverà O’Connell.
Dal film al libro. Quando è il video a portarti alla lettura
Di solito infatti mi capita il contrario: leggo un libro e poi vedo il film tratto dal testo (la maggior parte delle volte questo comporta anche delusione per il film in questione). Questa volta invece è successo il contrario. Dopo aver visto I sogni segreti di Walter Mitty al cinema infatti, ho deciso di documentarmi e ho scoperto che il film non è altro che un remake di un altro film del 1947, Sogni Proibiti di McLeoad, che in realtà è un giallo-noir, tratto a sua volta da un racconto di James Thurber del 1939.
Il testo di Thurber, The Secret Life of Walter Mitty, è una raccolta di racconti e vignette che delineano diversi personaggi: tra questi spicca il giovane Mitty, un sognatore che ha la capacità di fuggire dalla realtà con le sue iperboliche fantasie. Accanto a lui ci sono gli eccentrici membri della famiglia Thurber e i tipi di un’America anni 20, un po’ malinconici ma affascinanti.
L’autore del libro: James Thurber
James Thurber nasce nel 1894. Lavora al New Yorker per circa trent’anni, firmando sei copertine e innumerevoli articoli e vignette. Oggi è considerato uno dei maggiori scrittori e disegnatori satirici americani, tanto che in sua memoria è stato istituito dal 1997 il Thurber Prize, che premia i migliori umoristi americani.
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