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Islanda in bicicletta: il viaggio di Danilo e Roberto

Danilo e Roberto mi hanno contattato perché hanno un piano: vogliono girare l’Islanda in bicicletta. Un viaggio che li porterà a toccare le zone più affascinanti di questa terra in soli 15 giorni. Mi hanno chiesto di condividere con i nostri lettori questa loro esperienza. E sapete bene che debole ho io per l’Islanda: è ne la mia lista #traveldreams2014! Lascio parlare direttamente Danilo e auguro a entrambi un grande in bocca al lupo per il loro viaggio. Io li seguirò su tramontoislanda.com e sulla loro pagina facebook!

Alla scoperta dell’Islanda.. rigorosamente in bicicletta: il progetto

L’idea è quella di fare il giro dell’Islanda in bicicletta percorrendo più di 1.300km in 15 giorni. E’ questo, in estrema sintesi, l’interessante progetto di Danilo e Roberto. La nostra avventura partirà il 19 luglio dall’Italia, a farci compagnia in questo folle viaggio le nostre mountain bike, pronte per essere imbarcate nella stiva dell’aereo.

Percorreremo circa 100km al giorno e dormiremo all’aperto in mezzo alla natura selvaggia. Per l’occasione abbiamo realizzato un blog/diario (tramontoislanda.com) e una pagina Facebook (facebook.com/tramontoislanda) con tutti i consigli utili riguardanti la preparazione, il viaggio, la recensione dei prodotti scelti e il report testuale e fotografico dei luoghi che attraverseranno.

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Alla fine si prevede la pubblicazione di un libro e la realizzazione di diverse installazioni multimediali in piccoli medi eventi inerenti al settore ciclo-escursionistico. Il nostro itinerario toccherà le zone più interessanti dell’Isola: dalla Laguna glaciale Jökulsárlón alle impressionanti cascate Guldfoss; dal parco nazionale Skaftafell all’area vulcanica sulle sponde del lago Myvatn.

Chi sono Danilo e Roberto e perché hanno deciso di percorrere l’Islanda in bicicletta

Siamo una coppia di amici.  Danilo, reatino di 30 anni, web designer nel lavoro, esperto escursionista nel tempo libero e Roberto, amorosino (BN) di 22 anni, studente di Giurisprudenza, esperto viaggiatore nel tempo libero. Entrambi siamo spinti dalla voglia di scoprire cose nuove e allo stesso tempo qualcosa in più su noi stessi. 

“Non saprei spiegare esattamente i molteplici meccanismi scattati dentro di me e che mi hanno dato la spinta ad intraprendere questo viaggio. Sicuramente” – racconta Danilo – “una delle ragioni principali è stata proprio la mia grande passione per la natura e per quella sensazione incredibile di libertà che, solo un ambiente privo di palazzi, traffico, impegni, asfalto, fumo, rumori e tempo, può offrire.”

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La scelta di fare un viaggio di questo tipo proprio in Islanda è dovuta alla natura unica del territorio, primordiale, uno dei pochi territori incontaminati, fuori dagli schemi. “L’Islanda” – racconta Roberto – “è il mio Everest, una sfida apparentemente impossibile. Per realizzare il nostro itinerario ci siamo documentati sulle zone più interessanti dell’Isola. Su internet è possibile trovare una buona parte di contenuti reperibili in modo totalmente gratuito. Oltre a questo, abbiamo deciso di prenderci anche la guida Lonely Planet Islanda, principalmente per approfondire la nostra conoscenza generale del territorio ma soprattutto per programmare in modo più accurato il nostro cicloviaggio. Una volta stabiliti i punti d’interesse, lo step successivo è stato quello di collegarli tra loro facendo attenzione a mantenere una media di 80km al giorno tra un POI e l’altro.”

Parlando della bici, non siamo ancora sicuri, al momento dovremmo partire con una Scott aspect 60 nostra e una Btwin trekking Riverside 7, fornita dal nostro sponsor Decathlon L’aquila. Riguardo l’equipaggiamento abbiamo scritto un articolo sul nostro blog con la lista completa dell’attrezzatura che porteremo con noi (trovate tutto nel blog), prevalentemente si tratta di prodotti forniti dal nostro sponsor.

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Per il pernotto abbiamo scelto uno dei modi più economici e diffusi per dormire in Islanda: il campeggio. Per dormire, non abbiamo fissato punti in particolare, certo ci farebbe piacere dopo tanta fatica avere la possibilità di riposare in aeree attrezzate ma dopotutto crediamo che anche le aree libere abbiano il loro fascino.

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