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Da Milano a Catania a bordo di un ape-calessino: l’avventura di Mara

Da qualche ora ormai vado in giro ripetendo che forse è arrivato anche il mio momento, quello di aprire un file vuoto e iniziare a scrivere ciò che mi è capitato. Allora metto le cuffie, assaporo una pesca che non sa troppo di sud (ahimè) e racconto la mia avventura con TheGIRA, #laprima traversata Milano-Catania a bordo di un ape- calessino.

Ancora non ci credo, eppure io c’ero: ho macinato insieme a due compagne di viaggio indimenticabili ben 2053 km di strada, ho sorpassato 8 regioni in 9 giorni, ho dormito in tanti agriturismi, tutti accoglienti e l’uno diverso dall’altro, ho assaggiato piatti locali dal sapore unico e sono tornata con un bagaglio più pesante del previsto.

Ecco cosa abbiamo fatto!

“L’incanto sarà godersi un po’ la strada…
Amore mio comunque vada, fai le valigie e chiudi le luci di casa…
Coraggio, lasciare tutto e indietro e andare, partire per ricominciare, e non c’è niente di più vero di un miraggio…
E per quanta strada ancora c’è da fare…
AMERAI IL FINALE!”

 

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L’ “affaccio” di Tropea

Per chi si fosse perso qualcosa, nessun problema, spiego tutto in breve. Grazie ad Agriturismo.it sono partita il 21 luglio da Milano insieme al mio team, #veryagriturismo, composto da Regina, un simpatico ape-calessino a 3 ruote, Manuela di Pensieri in viaggio e Stefania di Diqua&Dilà. Destinazione? Catania. Veronica, la mia cara amica e collaboratrice, ha partecipato alla stessa avventura ma con un altro itinerario (a breve ne parlerà lei direttamente).

Sono rientrata a Milano la sera del 29 luglio e in attesa che le emozioni si esaurissero ho dormito per tre giorni di fila, riprendendo quelle energie che (con estremo piacere) avevo perso lungo la via, e oggi finalmente sono pronta a scrivere.

Visto che il mio diario di viaggio, un racconto giorno dopo giorno dell’avventura e degli agriturismi che ci hanno ospitato, potete leggerlo direttamente su Agriturismo.it, nella sezione Spunti di Viaggio (vi conviene cliccare qui!), quello di cui vorrei parlarvi su Mindthetrip è un po’ diverso.

Si perché #laprima di TheGIRA per me fa rima con scoperta. Cosa ho scoperto durante questo viaggio? Tanto, forse troppo, come per esempio che… 

L’Italia è fighissima.

L’ho scritto anche su Facebook, ancor prima di arrivare in una splendida terra come la Sicilia, che non ha fatto altro che confermare il mio pensiero: l’Italia è fighissima!

l'italia è fighissima!

Non che abbia scoperto l’acqua calda con questa affermazione urlata ai quattro venti, ma credo che ogni tanto ci dimentichiamo di quanti posti meravigliosi ci siano nel nostro paese (proprio per questo motivo ho lanciato qualche mese fa #turistanellamiacittà) e magari ce ne voliamo chissà dove alla ricerca del particolare, quando molto dello speciale è proprio sotto i nostri occhi.

In 9 giorni di viaggio i miei occhi hanno avuto modo di soffermarsi su posti che hanno lasciato un segno indelebile, come Sant’Arcangelo d’Emilia, un antico borgo medievale ad appena 10 km da Rimini con un centro storico tutto da fotografare; Recanati, che ha visto nascere e crescere Leopardi e dove tutto parla del famoso poeta; Vasto, un grazioso gioiellino sulla costa abruzzese che ho amato fin da subito grazie a Francesca; Peschici e la sua serie infinita di dettagli dai colori bianco e celeste. E poi ancora Maratea e il suo mare, Tropea con la sua ceramica tradizionale e il forte profumo di cipolla, Scilla e la sua maestosità e imponenza, Taormina e il suo gusto, infine Matera dove ho lasciato un pezzetto del mio cuore.

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Passeggiando per Peschici

Viaggiare slow è diverso.

Un ape-calessino, con una velocità di crociera di non più di 55 km/h, ti permette di attraversare strade che altrimenti non percorreresti, questo è indubbio. Sullo sfondo scorrono paesaggi colorati, gente che alza la mano e ti saluta, porte di case abbandonate, contadini intenti a lavorare e a coltivare i frutti della terra.

Ma vogliamo parlare degli odori, dei venti e degli occhi? Corri e senti profumi che un finestrino non ti permetterebbe mai di sentire, l’aria ti pettina i capelli in un modo tutto particolare, mentre da sinistra e da destra entrano occhi sorridenti che ti guardano in modo diverso. Un giorno l’aroma della lavanda, un altro quello del letame, un’ora il sapore del sole, l’altra quella delle nuvole colme di pioggia.

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La gentilezza esiste ancora.

Quel calore umano senza difetti, che non pretende nulla in cambio. L’ho ritrovato in Giuseppe e Nunzio, due simpaticissime persone che ci hanno aiutato a far ripartire l’ape-calessino, che si sono così preoccupate per noi da telefonarci i giorni seguenti e chiederci a che punto della nostra avventura eravamo.

Quando la notte del 24 luglio Stefania, Manuela e io siamo rimaste sole nel bosco con Regina che non dava alcun segno di vita, è arrivato Giuseppe a salvarci e a riportarci in agriturismo; mentre quando vicino Matera, ancora una volta il nostro ape-calessino non ne voleva proprio sapere di proseguire il cammino, è stato Nunzio a portarci nella sua officina e a perder tempo con strumenti vari per farci riprendere l’avventura.

Non posso dimenticare poi gli altri compagni di viaggio che, dopo questi piccoli imprevisti, hanno deciso di continuare la strada insieme a noi, affiancandoci lungo il percorso, i Los Gallos de Dios e gli amici canterini del calessino numero 6. La gentilezza esiste ancora e io ne ho avuto non una ma più prove!

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L’ospitalità degli agriturismi è inesauribile.

Avete presente il termine ospitalità? A mio avviso non lo comprendi fino in fondo se non soggiorni almeno per una notte in un agriturismo. È proprio qui che il viaggiatore ha (finalmente) la possibilità di  entrare in contatto con i gestori, con chi ha sognato quel posto e poi lo ha realizzato a suo piacimento. Il mio team è stato accolto a braccia aperte in tutte le strutture, ha parlato con i proprietari, ha riso e scherzato con loro, ha scoperto cosa fanno con la loro terra e cosa producono.

Come non parlare di Raffaele di A Pittara, un graziosissimo agriturismo vicino Tropea, che alla tenera età di 70 anni ha sfoderato tutto il suo sapere su Google AdWords mentre cenava con noi, oppure di Carlo di Posta Pastorella (ci troviamo tra Peschici e Vieste) che con cura ed eleganza ci ha consigliato di visitare le cantine dell’azienda (Pastorella produce olio e vino che rivende in tutto il Gargano!) e di cenare dal suo amico Lorenzo. Non ultimo, Federico dell’Agriturismo Marino di Giardini Naxos che mi ha fatto capire quanto sia importante, anche per noi ospiti, instaurare un rapporto di amicizia e fiducia con i gestori di un agriturismo: loro ti faranno sentire come a casa durante tutto il viaggio, ti consiglieranno su gite nei dintorni, ti accompagneranno alla scoperta dei sapori regionali e ti regaleranno sorrisi affettuosi, tu non potrai far altro che lasciarti coccolare…

I sapori genuini e tradizionali, quelli veri.

In alcuni agriturismi ho avuto modo di assaporare piatti regionali creati con prodotti coltivati dalla stessa azienda o dal territorio circostante. Nella Locanda 5 Cerri di Sasso Marconi ho addentato tortelli burro e salvia sopraffini, A3Passi di Ancona mi ha fatto scoprire un delizioso hamburger vegano, Arkadia di Vasto mi ha svegliato con le neole, profumatissime pizzelle di biscotto cotto, mentre Mararanch ha proposto delle squisite orecchiette fatte in casa.

Per strada poi ho scoperto la paposcia pugliese, un pan-focaccia ripieno di succulenta mozzarella, arancini siciliani trasbordanti di ragù, celebri cassoni emiliani con patate e prosciutto, e una calda brioche totalmente inzuppata in una gelata granita al limone catanese.

Sapori unici e inconfondibili, quelli della nostra Italia più tipica, quelli che in tanti ci invidiano.

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Guidare senza musica (anche per me) è possibile.

Un ape-calessino non ha la radio, lo sapevate? E come si fa a percorrere 2053 km senza ascoltare una singola melodia? Per me è stato più semplice del previsto, perché ho avuto due viaggiatrici speciali che mi hanno seguito lungo il tragitto. Le nostre risate, le chiacchiere, i racconti dei posti visitati nel mondo, una puntina di gossip, i clacson delle macchine impazienti sono diventate una dolcissima musica da viaggio che ci ha accompagnato in quella che è stata e rimarrà un’avventura indimenticabile. 

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A Peschici con intruso

 

5 comments

  1. Pingback: The GIRA: istruzioni per l’uso. | Antonio Ficai // @c4antonio

  2. Che bellezza rivivere tutte queste cose… credo che faranno per sempre parte di me! Giuro che domani arriva anche il mio… sono un po’ lenta 😉

  3. Mi hai fatto rivivere tutto con le descrizioni dettagliate di agriturismi e accoglienza.
    Grazie grazie grazie 🙂
    Non dimenticherò mai tutto questo, mai!
    E il selfie con intruso l’avevo rimosso!

    • Mara Saruggia

      |Author

      Manu! Che bello… Sono contenta 🙂
      L’adrenalina ancora non scende e i ricordi a poco a poco ritornano più nitidi invece di sbiadire. Secondo me, più passa il tempo, più usciranno fuori piccoli dettagli di cui ci eravamo dimenticate

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