• Menu
  • Menu
paesaggio maremma toscana

Maremma d’inverno: terme, borghi e ponti tra novembre e gennaio

Tra novembre e gennaio la Maremma si svuota. Alle Cascate del Mulino trovi parcheggio anche di sabato pomeriggio, nei vicoli di Pitigliano cammini dieci minuti senza incrociare nessuno, e i ristoranti che ad agosto vogliono la prenotazione con due settimane di anticipo ti fanno sedere subito.

Il calendario però resta pieno. Novembre è il mese dell’olio nuovo e dei frantoi in piena attività. Dicembre porta le luminarie, i presepi viventi e le cantine scavate nel tufo che aprono per una sera sola. E le terme, che sono il motivo per cui quasi tutti arrivano da queste parti, d’inverno rendono molto di più.

Le terme funzionano meglio quando fa freddo

L’acqua delle Cascate del Mulino esce a 37,5 gradi ad agosto come a gennaio. Quello che cambia è tutto il resto: a dicembre, con sei gradi e il vapore che sale dal Gorello, infilarsi in una vasca di travertino all’aperto ha molto più senso che a Ferragosto.

L’ingresso è libero e gratuito, 24 ore su 24, tutto l’anno.

Tre cose da mettere in valigia: ciabatte di gomma (il travertino è scivoloso e taglia), un accappatoio pesante per i venti metri tra l’acqua e l’auto, e la consapevolezza che alle 17 è già buio. Il bagno al tramonto d’inverno vuol dire arrivare per le 16.

Se preferisci spogliatoi e armadietti, il parco termale a pagamento è a due chilometri. Gli orari invernali sono ridotti rispetto all’estate, controlla prima di partire.

Novembre è il mese dell’olio

Il primo fine settimana di novembre, a Marsiliana (frazione di Manciano, venti minuti da Saturnia), c’è la Festa dell’Olio Novo: nel 2025 era alla diciottesima edizione. Stand aperti il sabato sera e la domenica a pranzo, bruschetta con l’olio appena franto, cinghiale, castagne, vino novello.

È il periodo in cui i frantoi della zona lavorano davvero, e diversi accettano visite se telefoni prima. L’olio delle colline dell’Albegna e del Fiora a novembre ha ancora quel piccante in gola che perde dopo qualche mese.

Il ponte dell’Immacolata: Pitigliano

L’8 dicembre a Pitigliano accendono le luminarie con i canti sotto l’albero in piazza Garibaldi, e da lì parte tutto il cartellone natalizio.

L’appuntamento che vale il viaggio è Winter Wine, di solito nella prima metà di dicembre: compri il kit di degustazione e giri le cantine storiche scavate nel tufo sotto il paese, quelle che il resto dell’anno sono chiuse. Vino della zona, musica per i vicoli, e la sensazione precisa di essere dentro la rupe invece che sopra.

Pitigliano è anche la Piccola Gerusalemme, con la sinagoga, il forno delle azzime e il bagno rituale scavati nella roccia. Quando Hanukkah cade nelle date giuste, la festa delle luci si celebra in piazza.

Tra Natale e l’Epifania

Il presepe vivente di Pitigliano va in scena il 26 e il 30 dicembre, di solito con una terza replica a inizio gennaio: quaranta o cinquanta figuranti lungo i vicoli sotto la rupe, ingresso libero, punti ristoro con vin brulè lungo il percorso. Rione e orari cambiano di anno in anno, quindi conviene guardare il programma del Comune a inizio dicembre.

In Cattedrale c’è la mostra dei presepi, aperta più o meno dall’8 dicembre al 6 gennaio.

A Montemerano, il 27 dicembre, la pro loco organizza la festa nel borgo: castagne, vin brulè e la gara di panforte, che è esattamente quello che sembra. Montemerano ha quattrocento abitanti dentro le mura, e quel giorno in piazza c’è più gente che nel resto del mese.

Le vie cave, con il fango

Sovana e Sorano d’inverno sono praticamente vuote. Le vie cave etrusche, quei corridoi scavati nel tufo alti anche venti metri, cambiano parecchio con l’umidità: il fondo è bagnato, le pareti verdi di muschio, la luce arriva a fatica.

Servono scarponcini con una suola seria, non sneakers. In cambio cammini nella Cava di San Rocco o dentro la città rupestre di Vitozza senza nessuno davanti e nessuno dietro.

Dove tenere la base

D’inverno le giornate sono corte, quindi conviene fermarsi in mezzo e fare raggi brevi invece di cambiare alloggio ogni due notti.

La zona Manciano-Montemerano funziona bene per questo: Saturnia è a un quarto d’ora, Pitigliano a mezz’ora, Sovana e Sorano intorno ai quaranta minuti, l’Argentario a poco meno di un’ora. Per farsi un’idea di cosa c’è nel raggio di trenta minuti, la pagina dei dintorni su villacalmasaturnia.it elenca cascatelle, cantine, campo da golf e paesi del tufo.

Due avvertenze pratiche

I ristoranti fuori dai centri chiudono a turno e alcuni fanno ferie lunghe a gennaio. Telefona il giorno prima invece di presentarti e sperare.

E l’auto serve, non c’è alternativa: tra Saturnia, Pitigliano e Sovana i mezzi pubblici sono pochi e le corse serali quasi inesistenti.

La settimana dopo l’Epifania è il periodo più vuoto dell’anno da queste parti. Anche il più economico.

Guest Bloggers's Trip

Tutti noi abbiamo qualcosa da dire e da condividere, soprattutto in tema travel. Diventa anche tu Guest Blogger, come l'autore dell'articolo che hai appena letto. Inviaci il tuo post!

Leggi tutti i suoi articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di aver letto ed accetto i termini e condizioni riportati nella Privacy Policy